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Accendiamo il C.E.Ro.

(Centrale Elettrica Rotonda Romagnoli)

 

(visto che è anche affianco al Cimitero della Certosa e al Santuario di S. Luca . . . )

 

 

In seguito alla costituzione dell’associazione contro la centrale termica di via Segantini (www.centralesegantini.it), da 12 MW, e alle trattative intercorse tra HERA S.p.a./Comune e la stessa associazione, è stato rivisto, proprio da HERA S.p.a./Comune, il progetto iniziale di ampliamento della rete di teleriscaldamento del quartiere Reno.

La proposta di HERA S.p.A., sostenuta anche dai rappresentanti di Quartiere Reno e Porto, è di costruire una CENTRALE ELETTRICA turbogas a ciclo combinato da 40 MW (MegaWatt) elettrici e 25 MW termici all'interno della rotonda Romagnoli.

Il 23 Settembre 2005 si è conclusa la trattativa tra l'associazione Segantini e HERA S.p.A./Comune (vedi protocollo di intesa), con la promessa che verrà smantellata la costruenda centrale termica di Via Segantini, quando sarà ultimata e funzionante la nuova centrale Elettrica da realizzare probabilmente all'interno della rotonda Romagnoli.

I risultati dell'accordo ottenuto però spostano il problema solamente di 350mt circa in linea d'aria, quindi su altri abitanti della zona con tempi di funzionamento ed una potenza (MW) molto superiori.

Si è creata una situazione particolare: rimane qualche dubbio.

 

Il Percorso Informativo

 

Dopo l’incontro del 1° giugno 2005 si sono organizzati altri momenti di informazione dedicati appunto alla nuova questione emersa: la nuova centrale Romagnoli.

1°Incontro pubblico 6 luglio 2005

Presso il “CRB Club”, si è tenuto il primo incontro del “Percorso Informativo” che HERA ed i rappresentanti dei quartieri RENO e PORTO hanno intrapreso per discutere con i cittadini sulla possibilità di realizzare un' altra centrale di cogenerazione (elettrica + termica) nella rotonda Romagnoli lato Certosa.

 

Perché costruire un’altra centrale di Cogenerazione?

 

La prima ragione è ovviamente quella di offrire energia elettrica e successivamente per il riscaldamento e l’acqua calda.

La centrale di Cogenerazione (chiamata impropriamente, nel volantino di convocazione Centrale Termica) è, in realtà, una CENTRALE ELETTRICA che, bruciando Gas Naturale (impropriamente chiamato Metano), produce energia elettrica. Alcuni studi ci dicono che gli scarti di questo processo, possono essere fumi ricchi anche di particolati finissimi (per chiarire cosa sono i particolati e quali sono gli effetti sulla salute: www.nanopathology.it  oppure www.nanodiagnostics.it ), e la produzione di una discreta quantità di calore che, soprattutto in inverno, viene smaltito sotto forma di teleriscaldamento dalle abitazioni collegate. E’ questo uno scarto utile, economico e produttivo?.

Si consiglia di approfondire l’argomento “Produzioni ed emissioni centrali…”. con gli interventi del Dott. Armaroli del CNR di Bologna: “"L'Italia al Buio e il Caso Turbogas", vedi nella sezione dei link di questo sito,  o di leggere gli articoli, sempre di Armaroli, presenti nella sezione "Bibliografie" di questo sito).

 

I motivi che hanno spinto HERA (fra i suoi azionisti c’è anche il Comune, con il 51%???), a ipotizzare la costruzione di una nuova centrale sono sicuramente tanti:

1- potenziale espansione della città con costruzione di nuovi insediamenti abitativi in zona Prati di Caprara (l’area di Demanio Militare di recente acquisita dal Comune, un’area veramente vasta), futura area ora occupata da Sabiem e probabilmente i futuri insediamenti F.S., quindi potenziale opportunità di collegare alla rete di teleriscaldamento anche questi futuri insediamenti;

2- conseguente espansione della rete di teleriscaldamento;

6- opportunità di utilizzare i benefici delle direttive europee per la produzione di energia elettrica da cogenerazione con recupero di calore per il teleriscaldamento;

4- vendita dell’energia elettrica ad Enel a cifre vantaggiose per HERA;

5- una centrale di cogenerazione che riutilizza il calore di scarto per il teleriscaldamento può rientrare tra quelle che possono aggiudicarsi dei “Certificati Verdi” messi a disposizione dal GRTN (GRTN: Gestore Rete Trasmissione Nazionale: www.grtn.it).

3- vendere il calore di scarto sotto forma di teleriscaldamento facendolo pagare agli utenti collegati al teleriscaldamento.

Da non dimenticare che in seguito al matrimonio con META (di Modena), HERA potrà contrattare il prezzo del Gas Naturale direttamente da chi lo produce, Libia o Algeria, saltando a pie' pari la fase dell'intermediazione per ottenere prezzi migliori. Sostenendo la cogenerazione combinata al teleriscaldamento lo acquisterà sicuramente a prezzi vantaggiosi

 

Inoltre:

 

  • HERA chiede nuovi spazi perché le dimensioni della nuova centrale non sono compatibili con le sue attuali proprietà utilizzate come centrali termiche (ATT.NE: oggi è HERA ad avere bisogno della rotonda, domani un altro gestore potrà chiedere il parco della Certosa; e poi?...).
  • Le centrali elettriche del tipo sopraindicato sono al di fuori del controllo del GRTN quindi possono produrre energia elettrica sempre senza vincoli temporali ed alla massima potenza.

 

La finalità è certamente la produzione di energia elettrica, ma anche il business;

 del resto Hera è oggi una S.p.A.!

 

Ma il cittadino ci guadagna ?

 

I delegati di HERA ed i rappresentanti di quartiere sostengono che il guadagno è in termini di qualità ambientale: il nuovo impianto ridurrebbe l' inquinamento della metà rispetto ad ora, perchè il rendimento delle singole caldaie negli appartamenti o anche delle centrali condominiali, è inferiore a quello della nuova centrale elettrica.

 

Le spiegazioni date sono sembrate soprattutto uno spot pubblicitario di HERA, sostenuto anche dai rappresentanti di quartiere; i cittadini erano una quarantina; pochi gli entusiasti.

Dalla breve spiegazione fornita all’assemblea si è capito che l’attuale rete di teleriscaldamento della nostra zona si estende da V. Paolo Nanni Costa (dietro alla SABIEM), dove è attualmente attiva la vecchia Centrale Madre di cogenerazione COGEN (energia elettrica + acqua calda, 3,6MW elettrici + 9,3MW termici), all’Ospedale Maggiore fino al Centro Sportivo BARCA, per un totale di oltre 4,5 km senza considerare le ramificazioni) di tubi interrati che "trasmettono" energia: ovvero acqua a 130°C.

E’ previsto che questa rete, progettata nel '90 e dimensionata per un numero di utenze naturalmente molto inferiore, si estenda anche ad altre zone: ex CALZONI (nuovo insediamento Arcadia con supermercato) Prati di Caprara, area Sabiem (si sta ipotizzando infatti il trasferimento delle attività produttive per far posto a nuovi insediamenti edificabili), probabilmente i futuri insediamenti F.S., l’area dietro l’ex discoteca Ciak, le scuole I.T.I.S. e chissà cos’altro ancora.

La rete di distribuzione attuale si sviluppa in modo decentrato rispetto alla centrale ed è costruita con tubi non più adeguati alle utenze collegate: chi è più distante si scalda poco e, nella stagione invernale, per ovviare a questo inconveniente utilizzano anche altre due centrali Termiche (che scaldano solo l’acqua per un totale di 19,6MW) alimentate a Gas Naturale e gasolio: una dove c'è l'USL a fianco alla Parrocchia S. Andrea e l’altra in via del Beccaccino.

I tecnici HERA sostengono che la centrale attualmente in costruzione in via Segantini dovrà servire a dare "respiro" alla centrale Madre: si potrà dire che la centrale respira, gli uomini NO!!

L’Associazione di via Segantini è riuscita a strappare la promessa scritta che, una volta realizzata la nuova centrale in Romagnoli (tempo previsto circa 3 anni), Segantini dovrebbe essere dismessa.

Dunque La zona individuata primariamente dai tecnici HERA, in accordo con il Comune di Bologna, è la rotonda Romagnoli (http://maps.google.com/ poi “search: bologna,italy”) lato Certosa, poichè risulterebbe baricentrica rispetto alla rete di teleriscaldamento, anche considerando i futuri sviluppi.

Qui si realizzerebbe appunto la centrale suddetta: “nuova centrale MADRE”; così si eviterebbe: di modificare la rete di tubazioni esistente, comunque obsoleta, di procedere all’ammodernamento della vecchia centrale Madre della Sabiem (COGEN) trasferendoci i gruppi di Segantini, da dismettere (12MWt), e di rinnovare le centrali termiche del Treno e Beccaccino (7MWt), da utilizzare solo in caso di necessità; in totale 40MW elettrici e 57MW termici contro gli attuali, e comunque tuttora sufficienti, 3,6MW elettrici e 30 MW termici.

 

Ma quale è il possibile guadagno per il cittadino 

 

In estate ci sarà comunque la centrale sempre al massimo, perché la domanda di energia elettrica è alta.

E il calore prodotto? Dovrà comunque essere smaltito. Ma come, se i riscaldamenti sono spenti?.

 

E’ vero che il consumo della nuova centrale è minore rispetto alla somma dei consumi singoli? L’unica certezza oggi è che la centrale sarà in funzione giorno e notte 24/24 estate ed inverno, ed emetterà, da un'altezza di 27-30 m i suoi fumi caldi.

 

I problemi tecnici che intanto oggi ha HERA nella gestione della la rete di teleriscaldamento (tubi piccoli e vecchi con portata limitata/insufficiente) non dovrebbero ricadere né sui cittadini, né sull’ambiente.










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