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(Centrale Elettrica Rotonda Romagnoli)

 

 

 

 

Venerdì 30 Settembre 2005 si è svolto il secondo incontro del “Percorso Partecipato” relativo al riassetto della rete di teleriscaldamento e quindi anche della nuova centrale elettrica turbogas a ciclo combinato da realizzare, probabilmente, in rotonda Romagnoli.

All’incontro erano presenti i cittadini, il Comune di Bologna, rappresentato da Naldi e Bortolini per il quartiere Reno, Palmieri per  il quartiere Porto ed HERA, rappresentata invece dal presidente Castagna e l’amministratore delegato.

Come per l’incontro de 15 di Luglio 2005 il tutto si è svolto al CRB Club sempre ad un orario strategico, alle ore 17.30, questa volta però i cittadini erano molto più numerosi , infatti la sala era piena.

Nell’incontro è stato evidenziato che deve instaurarsi ed esistere la fiducia tra le parti, poi il presidente di HERA ha sostenuto che attualmente non esiste un progetto dettagliato di quello che si vuole realizzare e dove realizzare tutto ciò, però il documento che HERA ha consegnato al Comune ed ai rappresentanti dell’Associazione Segantini nel Giugno 2005 non è un progetto nel dettaglio, ma è comunque un documento molto preciso.

 

In realtà questo “Percorso Partecipato” dovrebbe essere ribattezzato “Percorso EDUCATIVO” in quanto è evidente che devono convincere i cittadini che il loro progetto è il meglio che si può fare.

Infatti si è percepita benissimo l’assenza di volontà da parte, sia dei rappresentati di quartiere che di HERA, di prendere in considerazione anche lo sfruttamento di risorse energetiche alternative, soprattutto quelle veramente rinnovabili, come suggerito subito dai partecipanti all’assemblea.

Nel precedente incontro sono state date alcune spiegazioni basilari di come si sviluppa attualmente la rete di teleriscaldamento, questa volta, invece, non hanno spiegato niente

Il Presidente del quartiere Porto, sostenuto anche da HERA, ha ribadito la situazione critica dell’attuale rete di teleriscaldamento perché le utenze “ormai” collegate sono troppe, e perché non sussistono i margini si sicurezza che possano garantire il calore necessario a tutti, e quindi è indispensabile un potenziamento del sistema.

 

Le prime domande che sorgono nell’ascoltare queste dichiarazioni sono:

-          Chi ha acconsentito l’allacciamento di nuove utenze al sistema, non era al corrente delle potenzialità dello stesso e delle richieste energetiche di queste nuove utenze?

-          Chi ha pensato al ridimensionamento del nuovo sistema è sempre lo stesso soggetto?

-           

Siccome la rete di teleriscaldamento è di proprietà Hera, come descritto nel giornalino ”Informareno”, di Ottobre 2005 dal vicepresidente Bortolini, si presume che la risposta alle domande precedenti sia sempre Hera , che, guarda caso, ora vuole aumentare la produzione di energia elettrica, proprio come dichiarato nel comunicato stampa del 13-09-04 relativo al piano industriale 2005-2007 ( . . . Più in particolare, nel settore energia, è da rilevare l’aumento dei ricavi nell’area energia elettrica, passati da 56,6 milioni di Euro a 103,5 milioni di Euro soprattutto grazie alla liberalizzazione del mercato energetico. . . .) quindi Hera, in questo senso, è da ritenere, tutto sommato, poco affidabile, in quanto collega utenti alla rete con una certa leggerezza . . . nessuno si è accorto che la potenza termica disponibile fosse sufficiente solo a coprire le attuali necessità (3,6MW elettrici e 30MW termici attuali, contro una potenza prevista per il nuovo sistema di 40MW elettrici e 57MW termici).

 

E’ molto importante non perdere d’occhio il vero problema che causa gli effetti:

- il luogo dove costruire la centrale è un effetto del problema.

infatti non cambia nulla ai fini della qualità dell’aria e dell’ambiente se la centrale viene realizzata nella rotonda oppure in un altro luogo anche 200-300mt o anche più lontano.

Il pensiero “non la vedo, quindi non esiste” non porta a nulla di realmente considerevole, ma si limita solo a scaricare il problema verso altri.

- il vero problema è l’idea che si continua a portare avanti, e cioè che sia assolutamente necessario un nuovo sistema 2 volte più potente (potenza termica) dell’attuale e che come unica fonte energetica utilizzi gas naturale.

 

Naturalmente il rispetto della salute pubblica e il BUONSENSO dovrebbero essere le fondamentali guide ispiratrici per questo tipo di progetti e non il desiderio di fare Servizi solo se c’è un cospicuo ritorno economico: il Business !

 

Per prima cosa, bisognerebbe sensibilizzare e quindi abituare tutti ad utilizzare elettrodomestici e lampade a basso consumo e contestualmente bisognerebbe cominciare a pensare di utilizzare come fonte energetica principale tutta quella che è possibile trasformare dal SOLE e, solo in mancanza di questa, utilizzare le altre forme di energia non rinnovabili.

Tutti sappiamo che l’energia del Sole non sempre è disponibile, se si considera il Sole come fonte energetica locale, ma quando questa energia è presente sembra assurdo continuare comunque, a comperare da altri paesi, per poi bruciare, il petrolio o il gas, che sono elementi preziosi e NON rinnovabili, anche se bruciati con mezzi sofisticati in grado di controllare la combustione e le emissioni, ma che comunque provocano poi le alterazioni ambientali ormai note a tutti.

 

Perché il Comune si affida solamente ad Hera?

Il comune dovrebbe convocare anche una serie di  tecnici esterni ad HERA in grado di formulare proposte e progetti in base a tutte le tecniche attualmente utilizzabili, rivolgendosi principalmente alle vere energie rinnovabili per poter sfruttare il più possibile le risorse di cui il nostro paese dispone: il SOLE.

 

Per fare questo bisogna ricorrere all’impiego massiccio di pannelli solari termici e pannelli solari fotovoltaici.

Probabilmente la tecnologia applicata e questi non sarà all’ultimo stadio, ma credo che non lo sia per nessuna apparecchiatura che venga progettata oggi. Ad esempio basta pensare a COGEN, 15 anni fa, nel 1990, quando fu pensata e costruita, sarà stata spacciata come il meglio disponibile a quel tempo, garantita almeno 30 anni.

Dal 1998 furono disponibili per il mercato i filtri catalizzatori, quindi già dopo soli otto anni COGEN risulterà tecnologicamente sorpassata, obsoleta e molto più inquinante di una pari centrale dotata di questi filtri catalizzatori che ancora oggi COGEN non adotta.

Adesso HERA propone una nuova centrale turbogas più potente, dichiarata il meglio disponibile sul mercato mondiale, dotata di catalizzatori e quindi, meno inquinante, almeno fino a quando i filtri siano efficienti, e garantita per almeno 30anni.

 

. . . LA STORIA SI RIPETE . . .

 

Tra qualche anno, qualcuno si accorgerà che gli insediamenti abitativi sono “improvvisamente” aumentati, che le richieste energetiche sono “improvvisamente” cresciute, che adesso esistono centrali più potenti e meno inquinanti e che, magri, proprio lì, nella rotonda Romagnoli, l’altra metà di questa è ancora “invasa da tutto quel verde inutilizzato” . . . si potrebbe, allora, “fare qualche cosa per l’ambiente”: costruire proprio lì un’altra nuova centrale!

Già da 1998 “qualcuno” si sarebbe dovuto preoccupare di modificare COGEN e dotarla di filtri catalizzatori, sarebbe stata sicuramente una soluzione attuabile, perché al giorno d’oggi di tecnicamente impossibile c’è rimasto poco, probabilmente, invece, per “qualcuno”,  sarà economicamente improbabile.

Anche se apparentemente molto dispendioso nell’immediato, si avrebbe avuto un ritorno economico risparmiando agli abitanti centinaia di migliaia di Kg di NOx prodotti dal 1998 ad oggi, e quindi, probabilmente, far risparmiare, oggi ad alcuni cittadini, anche parecchie spese sanitarie . . .

 

Purtroppo affidarsi ciecamente e solamente alle autorità che devono farsi garanti e responsabili dei controlli e del rispetto delle leggi non è più sufficiente, lo dimostra il fatto che proprio queste autorità da anni lasciano a SABIEM la possibilità di fare tutto quello che viene descritto negli argomenti trattati dal Forum del Comune di Bologna, e sono sempre le stesse autorità quelle che hanno lasciato COGEN così com’è senza filtri catalizzatori dal 1998.

Benché COGEN inquini “a norma di legge” sarebbe stato un bel gesto, nei confronti dei cittadini, abbattere ulteriormente gli inquinanti prodotti in questi anni.

 

 

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